Nelle calde notti estive può capitare di sentire un inconfondibile “chiù”, una breve nota fischiata ripetuta a intervalli regolari per diversi minuti. È il canto dell’assiolo, uno dei più piccoli rapaci notturni europei, che sembra chiamare l’estate. Se durante il giorno la colonna sonora delle vacanze è quella delle cicale, di notte questo fischio ripetuta sembra farci compagnia. Ma conosciamo meglio l’assiolo grazie all’intervista con l’ornitologo Enrico Carta.
Alla scoperta dell’assiolo e del suo meraviglioso canto
«L’assiolo – spiega Carta – è un rapace notturno di dimensioni simili alla civetta. È molto comune in ambiente mediterraneo e in Liguria si può sentire il suo canto un po’ ovunque: colline, uliveti, giardini pubblici, anche vicino alle case. Ha un’estrema adattabilità».
Un aspetto unico tra gli Strigiformi è la migrazione: «È migratore di lungo raggio – prosegue Carta – trascorre l’inverno in Africa centrale e torna in primavera. Da metà marzo è possibile sentirlo. È molto più facile udirlo che vederlo, ma il suo verso lo rende riconoscibile anche ai meno esperti». Per riconoscerlo dovremmo fare attenzione ad alcuni elementi come i due caratteristi “cornetti” (ciuffi auricolari), la livrea color corteccia con chiazze bianche e l’iride giallo arancione.
L’assiolo si nutre di insetti come grilli e cavallette, ma anche cicale, lombrichi e occasionalmente piccoli vertebrati. «Zone incolte e con erba alta lo aiutano a trovare cibo – aggiunge Carta – mentre per nidificare sfrutta cavità naturali o artificiali, anche su edifici abbandonati. È attivo per tutta l’estate, poi riparte per l’Africa». Tuttavia, alcuni cambiamenti sono in corso: «Negli ultimi anni è sempre più regolare come svernante in alcune regioni del sud, come Sicilia e Sardegna. Ci sono anche dati di possibile svernamento in Liguria, ma bisogna capire se sono veri svernamenti o semplicemente individui arrivati in anticipo».
Minacce e conservazione
Come riporta la LIPU sembra che la popolazione italiana di assioli, stimata tra 5.000 e 11.000 coppie, sia in declino. Tra le principali minacce: la distruzione degli habitat, l’abbandono delle pratiche agricole tradizionali, l’uso di pesticidi, la perdita di siti riproduttivi (come alberi vecchi con cavità), e i disturbi antropici. L’intensificazione agricola e la trasformazione dei paesaggi collinari hanno contribuito a ridurre drasticamente la presenza della specie, in particolare nel Nord Italia.
L’assiolo resta una delle specie più affascinanti e poco conosciute del nostro territorio, un piccolo rapace che continua a sorprendere anche nei luoghi più insospettabili.






