È fortemente amareggiato il comitato promotore contro il piano della sosta, nell’apprendere la notizia della bocciatura del referendum. La commissione, lo ricordiamo, era composta da 4 componenti scelti dalla maggioranza, uno dalla minoranza e uno dal tribunale
Il comunicato del Comitato per il Referendum contro il Piano Sosta
“Come ormai tutti sanno, la Commissione ha ritenuto illegittimo il quesito, bocciando quindi il referendum sui parcheggi blu. Dobbiamo dire che questa decisione non ci ha colti di sorpresa: in questo anno e mezzo, pieno di “ostruzionismo burocratico-formale” è sempre apparsa evidente che la posizione (o forse il diktat) dell’Amministrazione fosse che “questo referendum non s’ha da fare”. È opportuno tenere presente che l’Amministrazione, di fatto, controllava la Commissione, visto che 4 dei suoi 6 componenti erano o di nomina diretta della maggioranza (i due investiti del ruolo dal Consiglio Comunale) oppure direttamente appartenenti all’Amministrazione stessa (i due funzionari comunali).
In queste condizioni era davvero difficile attendersi un risultato favorevole; infatti ci erano giunte voci di membri di maggioranza che, ancor prima dell’insediamento della Commissione, irridevano l’iniziativa (cioè i cittadini), dicendo che tanto il quesito sarebbe stato bocciato. Cosa che poi è puntualmente avvenuta, configurando quella che, per noi, è una responsabilità politica piuttosto chiara. Delle motivazioni a supporto della bocciatura, emerse nel corso del dibattito, una è squisitamente formale ma, volendo, correggibile (peraltro è frutto di quell’ostruzionismo burocratico comprovato ineluttabilmente dalle PEC scambiate con la Segreteria Generale). L’altra invece potrebbe addirittura insidiare lo stesso istituto referendario e quindi, secondo noi, opinabile: se per respingere un referendum basta invocare un impatto economico (pur riconoscendo che, formalmente, non riguarda una tariffa), allora non si potranno mai fare consultazioni abrogative su nulla di realmente importante.
Come in tutte le altre occasioni (Rivieracqua, Compagnia Portuale, Taxi ecc.) l’Amministrazione ha dimostrato di voler comandare e non governare, non tenendo in alcuna considerazione l’opinione dei suoi cittadini. È anche interessante la “foga” con la quale la notizia è stata diffusa prima ancora della sua ufficializzazione, con buona pace di quell’ attenzione maniacale alla forma che l’Amministrazione utilizza regolarmente come una clava burocratica contro i suoi cittadini: ci sembra che si predichi bene ma si razzoli molto male. Attendiamo la pubblicazione ufficiale del provvedimento per valutare eventuali altre iniziative.
Il Comitato Promotore del Referendum per l’abrogazione del piano della sosta”.






