In una città che punta a diventare sempre più sostenibile e attenta all’ambiente; utilizzare mezzi alternativi all’auto sembra la direzione giusta. Imperia, negli ultimi anni, ha fatto passi avanti importanti con la realizzazione della pista ciclabile, l’introduzione di autobus elettrici e l’attenzione crescente verso una mobilità “green”. Tuttavia, restano delle contraddizioni.
I monopattini elettrici Bolt, lanciati per incentivare una mobilità urbana ecologica, rappresentano un servizio potenzialmente utile sia per i residenti sia per i turisti. Eppure, il loro utilizzo è ancora limitato, soprattutto tra i cittadini, e spesso circoscritto ai giovani e visitatori di passaggio. Ma ciò che più colpisce è il modo in cui questi mezzi vengono lasciati in giro per la città.
Basta una semplice passeggiata nel centro per imbattersi in monopattini parcheggiati in modo improprio: appoggiati a caso lungo i marciapiedi, lanciati a bordo strada, oppure sistemati – si fa per dire – negli stalli dedicati ai motorini. E questo nonostante l’app di Bolt indichi chiaramente i punti di riconsegna e ogni mezzo sia dotato di localizzatore GPS per tracciare i movimenti.
Le aree di sosta esistono e sono segnalate, ma troppo spesso vengono ignorate. Una mancanza di rispetto che crea disagio e degrado, oltre a vanificare l’obiettivo stesso del servizio: offrire un’alternativa sostenibile e ordinata per muoversi in città.
Serve più consapevolezza da parte degli utenti, ma forse anche un maggior controllo da parte del Comune e della società che gestisce il servizio. Perché la mobilità green non è fatta solo di buone intenzioni e nuovi mezzi, ma anche di regole e rispetto degli spazi comuni.
A cura di Selena Marvaldi











