30 Aprile 2026 05:48

Imperia: nuova riunione del tavolo Antimafia, è polemica per l’assenza del Prefetto Giaccari. L’opposizione: “Persa l’occasione per collaborare”/Video

Si è svolto oggi pomeriggio a Imperia il tavolo antimafia comunale, ma senza il nuovo prefetto Antonio Giaccari. Al suo posto la viceprefetto aggiunto Federica Bellofatto, capo di gabinetto della prefettura.

Una assenza che non è passata inosservata e ha scatenato le polemiche dell’opposizione

Il sindaco Scajola ha giustificato l’assenza spiegando che il Ministero aveva dato l’ok vista la precedente partecipazione dell’ex prefetto Valerio Massimo Romeo.

Gli argomenti del Tavolo Antimafia sono stati illustrati dal vice presidente consigliere di magioranza Davide La Monica e da Debora Bellotti, consigliere di opposizione del Pd.

Spiega La Monica: “Ci sono state, mi pare di capire, delle proposte da parte dei commissari, cioè dei dei due membri della prima e della seconda commissione, più che altro, anche perché il viceprefetto, che comunque colgo l’occasione anche per ringraziare in questa sede, sostanzialmente ha detto che ovviamente sulle attività che svolge la prefettura c’è il massimo riservo e non è che può venire in una commissione consiliare e dire che attività sta svolgendo perché comunque capite bene che di fronte a temi così delicati proprio per contrastare eventuali infiltrazioni di delinquenza organizzata ovviamente non possono divulgare a chiunque il tipo di attività che sta scegliendo la prefettura. Quindi più che altro la dottoressa ha sostanzialmente ascoltato quelle che sono state le proposte da parte dei commissari e poi avrebbe ovviamente riportate al prefetto“.

Sottolinea la Bellotti: “Abbiamo fatto questo incontro perché era un pochino che non ci vedevamo, abbiamo spiegato con l’occasione, appunto, della viceprefetto il percorso fatto finora e diciamo in particolare tutti gli organi che sono stati convocati, le risultanze. Abbiamo sottolineato l’importanza del mantenere la vigilanza e che appunto questa commissione non ha, diciamo, la competenza di ispezione di andare a investigare l’infiltrazione mafiosa o no, però dovrebbe a mio avviso lavorare molto profondamente proprio su questo occhio vigile e quindi mettiamo, come già detto nella prima intervista quando si è insediato questo tavolo, mettiamo che effettivamente ci sia un confine oltre al quale le infiltrazioni non passano e facciamo in modo che non solo non passino, ma non vadano anche nel resto del territorio.

Comunque l’ho evidenziato durante il tavolo, c’è una forte attenzione, quindi è ovvio che siamo in un territorio, quello della provincia di Imperia, che non è assolutamente immune, pertanto quello che stavamo cercando di valutare un pochino con l’altro vicepresidente è che tipo di orientamento dare. Ricordo già all’insediamento avevamo parlato proprio del lavoro di prevenzione o comunque di sensibilizzazione, di quali sono gli elementi da controllare, soprattutto per per dire le attività commerciali. Quindi questo è un lavoro che sicuramente dovremmo continuare continuare a fare e investigare, chiamare esperti, persone che già lavorano sul campo, sul territorio, già conoscono bene il fenomeno.

Voi sapete, io ve l’ho detto di nuovo dal primo insediamento, che io penso che sia necessario che diventi una commissione. No, non è diventata una commissione, rimane tavolo ed è il motivo per cui io credo che tirate le fila si debba valutare dove andare, nel senso che, ripeto, è stata votata unità una delibera che ha installato questo tavolo. E a questo punto, o continuiamo sul tavolo che si riunisce ogni tre mesi e diciamo deve trovare una direzione, ma è un pochino ingessato in certi certi aspetti o diventa una commissione consiliare a tutti gli effetti come appunto fa Diano Marina, che rispetta il regolamento statuto eccetera del comune di Imperia e segue le sue regole, viene convocata a seconda del bisogno, secondo ordine del giorno come tutte le altre commissioni consiliari. Ovviamente io sono propensa per la seconda che vi ho detto dall’inizio”.

Polemico Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni) al termine del Tavolo:

“Non sono soddisfatto. Perché in realtà questo era un momento particolare, un momento di incontro con il prefetto. Non era tanto quello che doveva dirci il prefetto a noi o quello che dovevamo dire al prefetto, perché in realtà la situazione è mutata rispetto al passato. 

Il problema invece è un altro. In queste occasioni si instaura un link con l’autorità di governo per poi future collaborazioni. 

E’ chiaro che io al vice prefetto ho rappresentato il mio rammarico per la non presenza del prefetto. E’ un’occasione persa, era un’occasione ghiotta per poter iniziare una collaborazione, per poter avere una conoscenza.

È chiaro che quando si parla di mafia o di commissioni o tavolo antimafia come è il caso nostro, una buona parte dell’attività è coperta dal segreto investigativo

Però come dicevo poco anzi ci sono quelle zone grigie che il tavolo antimafia può colmare. Anche perché noi abbiamo i nostri recettori sul territorio con il continuo contatto con le associazioni e ovviamente avendo la possibilità di collocare direttamente con l’autorità di governo quelle situazioni che non sono interessanti dal punto di vista investigativo, potrebbero essere come argomento da poter trattare con 

Peccato che non c’è stato, mi sono augurato per il futuro che ci possa essere la possibilità di conoscerci

Tengo a precisare una cosa, nella mia carriera, avendo fatto servizio in zone sensibili dal punto di vista di criminalità organizzata, più di una, con la commissione antimafia, la commissione nazionale, ho sempre avuto una collaborazione. Nonostante ci siano temi che non potevano essere trattati, però la presenza era foriera di un inizio possibili argomenti che posso trattare in futuro. 

Quindi so benissimo quali sono gli ambiti nel quale un tavolo antimafia o la commissione antimafia si può muovere. Ovviamente noi siamo venuti qui non perché il prefetto ci doveva raccontare qualcosa, anche perché l’ultimo colloquio che c’è stato col prefetto risale a meno di un anno fa, non credo che ci siano ulteriori elementi di novità. Ma era una possibilità con la quale l’autorità di governo presente nella provincia poteva avere di conoscere chi ha i recettori sul territorio tramite le varie associazioni e quindi potersi informare, oltre i canali suoi che sono i canali istituzionali. Anche noi siamo istituzioni, noi siamo istituzioni, noi siamo stati eletti per portare avanti altre tematiche.

Abbiamo deciso all’unanimità di instaurare questo tavolo antimafia e quindi a tutti gli effetti abbiamo anche questa inccobenza proprio dal mandato che ci è stato dato dai cittadini”

Dello stesso parere anche Ivan Bracco (PD)

Non siamo soddisfatti per due motivi. Uno perché il prefetto non è venuto, ha delegato il vice prefetto. Ruolo importantissimo, ma non c’era la figura del prefetto e questo non è certo un segnale di considerazione istituzionale di un tavolo di un comune capoluogo di provincia. 

Secondo passaggio, io ho fatto presente, perché è emerso nel presentazione del Presidente che è il Sindaco e dei due Vice Presidenti dell’assenza nel Comune di Imperia della criminalità organizzata

Io ho voluto solo far presente che dall’ultima relazione della direzione distrettuale antimafia al Parlamento, dunque un atto ufficiale che fa la fotografia del radicamento sul territorio nazionale della criminalità organizzata, risulta una frase molto chiara che non lascia spazio a fraintendimenti. 

Si parla nell’operazione Ares 2021, dopo cui le prime condanne in primo grado sono avvenute novembre scorso, si parla chiaramente di un sodalizio operante nel Comune di Imperia con base operativa nel Comune di Diano Castello. 

Questa è una frase chiara perché dall’indagine è emerso chiaramente che questi soggetti movimentavano lo stupefacente nel Comune di Imperia e trafficavano anche spacciavano su Comune d’Impegna. 

Dunque ho voluto ribadire questo passaggio e ancora di più gli ultimi 15 giorni fa su Ventimiglia c’è stato un arresto di un soggetto vicino alla famigliadi Gioia Tauro, legata sicuramente a famiglie del nostro territorio. Dunque è importante che queste cose la Prefettura le sappia e le senta da dei consiglieri comunali che fanno parte del tavolo antimafia.

Dunque noi dobbiamo essere chiari. Mi sembra che ci sia la paura di parlare di questo fenomeno. Sta di fatto che il sindaco presidente della commissione appena io ho iniziato a illustrare questi dati si è alzato, se n’è andato e ha lasciato la commissione, con un po di sgarbo nei confronti sia del prefetto e ritengo anche di tutti i consiglieri che rappresentano la città di Imperia

Dunque del fenomeno bisogna essere non allarmisti ma neanche negare il fenomeno, basarsi su degli atti. Questi sono atti pubblici, atti ufficiali, dove dicono che la presenza sul comune di Imperia, lo dicono loro, c’è. 

Dunque bisogna prenderne atto, con questo non succede niente, però negare che non ci sia è un po’ ridicolo. Una provincia con alta criminalità organizzata, pensare che ci sia un recinto di pochi chilometri quadrati dove loro non possano operare, mentre a Ponente ci sono le famiglie radicate e a Levante lo stesso, mi sembra voler raccontare la favola del lupo. Dobbiamo essere coerenti e attenerci a quelli che sono i dati. I dati sono questi”. 

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