7 Maggio 2026 22:32

Liguria, scoppia la bagarre sulla riforma sanitaria. Opposizioni: “Si blocca ancora prima di partire”. Ma Nicolò nega: “Nessuno stop”

In breve: Botta e risposta tra Maggioranza e Opposizione sui tempi di attuazione della riforma sanitaria

È caos tra maggioranza e opposizioni in consiglio regionale sulla messa in pratica della riforma sanitaria recentemente approvata, destinata a prendere il via il 1° gennaio del prossimo anno. Secondo quanto si apprende, tutto sarebbe partito dalla diffusione di alcune comunicazioni interne rivolte agli uffici delle Asl contenenti indicazioni operative per la transizione, interpretati da alcuni come un possibile congelamento della riforma.

Le parole dell’Assessore alla Sanità Massimo Nicolò

La riforma della sanità ligure non è stata congelata – ha commentato l’Assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. A partire dal primo gennaio 2026 prenderà avvio una fase di transizione che non comporta alcuno stop, ma un percorso di accompagnamento graduale, necessario per dare piena attuazione alla riforma e agli aggiornamenti di carattere amministrativo ad essa collegati”.

La nota del 12 dicembre – prosegue Nicolò – contiene indicazioni di buon senso, ad esempio sul mantenimento delle deleghe e delle funzioni previste dai Piani di organizzazione aziendali, che non decadono e devono restare in essere. Analoga attenzione viene posta alla necessità di effettuare una mappatura dei contratti di lavoro, compresi quelli di somministrazione, per assicurare la continuità dei rapporti fino a quando le nuove direzioni generali potranno adottare le nuove indicazioni di carattere organizzativo.

La nota ufficiale di Regione Liguria prosegue precisando inoltre che “il percorso si colloca nell’ambito dell’applicazione della legge regionale, approvata dal Consiglio regionale, che disciplina la fase di transizione. La norma consente, infatti, agli attuali direttori generali, in carica fino al 31 dicembre 2025, di proseguire con le attività di ordinaria amministrazione, garantendo così continuità gestionale e permettendo ai nuovi vertici di adottare le future scelte strategiche“.

L’intervento del consigliere PD Enrico Ioculano

Le parole dell’assessore Nicolò non hanno convinto il consigliere PD, nonché vicepresidente della commissione Sanità, Enrico Ioculano, che ribatte: “L’assessore alla Sanità Niccolò, a lato del Consiglio Regionale, ha appena dichiarato in sequenza, sulla riforma sanitaria, in seguito ai titoli di giornale di stamane che dicevano che la riforma era stata congelata:

  1. la riforma non si congela, ma attraverserà una “fase di transizione”, abbiamo previsto 6 mesi, 1 anno per la sua attuazione”. Per forza, diciamo noi, hanno una riforma che non si potrà attuare nell’immediato perché ha enormi problemi di natura contrattuale da risolvere, non hanno altra scelta che posticipare.
  2. “dobbiamo farla assieme”. Come si fa a dire che occorre fare assieme una riforma, quando la riforma è stata già fatta, approvata di fretta ignorando tutti coloro che avrebbero dovuto essere consultati e avrebbero potuto aiutare a costruirne una efficace.
  3. “non vogliamo avere fretta”.  Singolare che si esprimano buoni propositi a tempo scaduto. La riforma è stata già fatta, per di più è stata fatta in un mese e mezzo e di fatto si stanno rendendo conto di andare contro un iceberg sbattendoci contro”.

La fretta con cui la Giunta ha voluto approvare questa riforma – prosegue Ioculano – è la cartina di tornasole di ciò che sosteniamo da tempo: la Regione è sotto scacco del Ministero e, per evitare il commissariamento, ha dovuto presentare una proposta di legge di riorganizzazione del servizio sanitario promettendo risparmi negli anni a venire. È stata quindi una riforma imposta dai tempi e dalle necessità, non da una reale visione di miglioramento del sistema”.

Il problema – sottolinea – è che questa riforma, così come è stata costruita, porterà nel medio periodo a una serie di criticità tutt’altro che marginali. Sul piano organizzativo e del personale, ad esempio, non è stata detta una sola parola sui contratti integrativi, un vuoto che rischia di avere ricadute pesanti. Un fatto che era ampiamente previsto e che conferma tutte le criticità che abbiamo denunciato fin dall’inizio”.

Nel tempo – conclude Ioculano – questi nodi verranno inevitabilmente al pettine e produrranno effetti anche sull’erogazione dei servizi sanitari, soprattutto sui territori, che sono già oggi in sofferenza. Ancora una volta a pagare il prezzo più alto rischiano di essere i cittadini e gli operatori della sanità ligure”.

Il commento dei gruppi di opposizione uniti

Alle parole di Ioculano fanno eco quelle di tutti i gruppi di opposizione (Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Lista Orlando PresidenteMovimento 5 Stelle), che dichiarano: “Le comunicazioni inviate alle ASL confermano come la riforma sanitaria, approvata di corsa dalla maggioranza, non produrrà effetti fino a nuove indicazioni. Prendiamo atto del fatto che la riforma si ferma prima ancora di entrare in vigore”.

“L’amministrazione sostiene che non si tratta di un congelamento, ma nei fatti lo è: una riforma che non produce effetti e che viene accompagnata da indicazioni operative in palese contraddizione con quanto annunciato nelle conferenze stampa e nel dibattito in Consiglio regionale, è il segnale più evidente della scarsa fiducia degli stessi promotori nella possibilità che la riforma possa entrare immediatamente in vigore. Avevamo suggerito, a prescindere dal giudizio nel merito, un approccio più graduale. Ci è stato risposto che era necessario procedere subito. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una riforma che si ferma prima ancora di partire, come un’automobile che si ribalta in un parcheggio”, osservano i Gruppi di opposizione.

La situazione è ancora più grave perché stiamo discutendo un bilancio regionale che contabilizza, già dal primo gennaio, i risparmi che dovrebbero derivare dall’attuazione della riforma. Se l’entrata in vigore slitta, quelle cifre risultano sovrastimate. Un dettaglio solo in apparenza, ma in realtà significativo del caos che regna nella gestione della sanità ligure e del modo in cui si sta procedendo. Questi fatti confermano le nostre preoccupazioni, che evidentemente sono le stesse dell’amministrazione. La differenza è che noi le denunciamo apertamente, mentre la Giunta continua a camuffare la realtà, prigioniera di una propaganda costruita nelle scorse settimane e dalla quale oggi non riesce più a uscire”, concludono.

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