Il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, è intervenuto questa mattina durante la cerimonia della Polizia Locale in occasione della festa del patrono San Sebastiano.
Il primo cittadino ha difeso con forza l’utilizzo degli autovelox e affrontato il tema delle zone a 30 km/h, citando l’esempio di altre città italiane.
Per Imperia, però, l’approccio sarà diverso: “Credo che dobbiamo fare e le faremo, le zone a 30 km/h in alcuni punti e in alcuni quartieri della città”.
Al centro del suo discorso, autovelox e limiti di velocità in città
Spiega il sindaco Claudio Scajola nel suo discorso: “La videosorveglianza è fondamentale come sono fondamentali gli autovelox. E chi, magari anche ignorante, e siamo pieni, dice che gli autovelox sono fatti per far cassa, vuol dire che non hanno nessun rudimento per poter fare l’Amministratore.
Gli autovelox hanno fatto diminuire l’incidentalità in maniera significativa. Ahimè, purtroppo, forse la cosa che spaventa di più un cittadino è quello di avere la multa e la perdita dei punti sulla patente.
Gli autovelox non portano in prospettiva l’aumento degli incassi. Portano in prospettiva la diminuzione dell’incasso perché il cittadino li evita. E così infatti sta avvenendo in tutte le città. È collegata la diminuzione dell’incidentalità che è significativamente importante.
Sul discorso omologati-autorizzati c’è da dire che il Governo Centrale ha lasciato un po’ nell’indifferenza. Adesso con la nuova circolare è venuto fuori che che per esempio nel caso di Imperia, i nostri autovelox vanno bene. Hanno la finalità di rendere più sicuro.
E poi dobbiamo affrontare un altro tema, quello della velocità in città. Io sono stato in contatto di recente con il sindaco di Bologna e con il sindaco di Treviso. E loro stanno espandendo, nel caso di Bologna è già partita, i 30 km/h in tutta la città.
Io non ho quella idea. Però credo che dobbiamo fare e le faremo, le zone a 30 km/h in alcuni punti e in alcuni quartieri della città.
L’obiettivo qual è? Verificare dove è più pericolosa la velocità per il pedone. I dati della incidentalità in Italia e dei morti e dei feriti gravi sono collegate alle macchine che vanno su pedoni e su ciclisti, con velocità fuori dalla norma.
Credo che nella nostra città assisteremo al divieto di 30 km/h in alcune zone della città che dobbiamo salvaguardare.
Non è vero che la coda significa traffico fermo. La coda significa traffico disciplinato.
Si coglie che il tempo di percorrenza di alcuni tratti che sembrano i più grossi trafficati, hanno un tempo di percorrenza percorribile e normale“.






