7 Maggio 2026 16:04

Imperia: zona 30km/h, Fratelli d’Italia attacca il PD. Ma la decisione è del sindaco Scajola /Il caso

Un botta e risposta che sembra andare per vie traverse. Fratelli d’Italia di Imperia boccia senza appello la proposta del Partito Democratico sulle zone a 30 km/h in città, definendola “scollegata dalla realtà“.

Il problema? Che l’idea di introdurre i limiti a 30 all’ora in alcuni quartieri l’ha lanciata proprio il sindaco Claudio Scajola, durante la cerimonia di San Sebastiano, e non certo la consigliera dem Deborah Bellotti.

Quest’ultima si era limitata a ricordare di aver sollevato il tema già un anno fa, rivendicando una sorta di primogenitura politica sulla questione. Risultato: FdI critica il Pd per un’iniziativa che porta la firma del primo cittadino, in una polemica che rischia di confondere i ruoli e le responsabilità.

Zone 30 a Imperia, FdI attacca: “Proposta irresponsabile del Pd”

Fratelli d’Italia di Imperia respinge con decisione l’ennesima proposta del Partito Democratico, che torna a riproporre il tema delle Zone 30 come soluzione miracolistica ai problemi della mobilità cittadina. Una proposta che dimostra, ancora una volta, l’incapacità del PD di leggere la realtà concreta del nostro territorio, preferendo slogan ideologici a soluzioni praticabili.

Imperia soffre già oggi di gravissimi problemi di circolazione, dovuti a una conformazione urbana complessa, a una viabilità limitata e a infrastrutture esterne fortemente compromesse. In questo contesto, imporre limiti generalizzati a 30 km/h significherebbe paralizzare ulteriormente una città già in difficoltà, colpendo pendolari, lavoratori, famiglie, attività commerciali e turistiche.

Il PD continua a parlare di “mobilità sostenibile” senza mai affrontare il nodo centrale: manca una visione complessiva e manca una pianificazione seria. Non esiste un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile “moderno”, non esistono studi sui flussi di traffico, non esiste un coordinamento con la viabilità extraurbana. Esiste solo la volontà di imporre divieti, scaricando sui cittadini il prezzo dell’assenza di programmazione, in un contesto in cui l’Autostrada dei Fiori (A10) è da tempo caratterizzata da cantieri, rallentamenti e criticità strutturali che riversano quotidianamente traffico sulla viabilità ordinaria, la SS28, asse strategico per i collegamenti con il Piemonte, presenta problemi noti sul viadotto Uveghi, con rischi concreti di ulteriori limitazioni e la SS20 del Colle di Tenda, fondamentale per i collegamenti internazionali e turistici, continua a essere soggetta a restrizioni e disagi.

In questo quadro già compromesso, la proposta del PD di estendere le Zone 30 appare irresponsabile e scollegata dalla realtà, perché non tiene conto di un sistema viario che non offre alternative valide alla circolazione privata.

A tutto questo si aggiunge un aspetto che il PD preferisce non citare: il profilo giuridico. Il recente pronunciamento del TAR dell’Emilia-Romagna, che ha bocciato l’impostazione generalizzata delle Zone 30 a Bologna, chiarisce che tali limiti non possono essere imposti in modo indiscriminato, ma solo su singole strade e con adeguate motivazioni tecniche. Ignorare questo precedente significa esporre il Comune a contenziosi e ricorsi, oltre che a un probabile fallimento amministrativo.

La mobilità non si governa con i divieti, ma con:
– investimenti infrastrutturali seri;
– manutenzione delle arterie principali;
– potenziamento del trasporto pubblico;
– pianificazione condivisa e basata sui dati.

Fratelli d’Italia continuerà a opporsi a scelte che penalizzano cittadini e imprese, chiedendo soluzioni concrete e realistiche, non propaganda ideologica”.

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