Il consigliere di minoranza Luciano Zarbano, capogruppo di Imperia Senza Padroni, ritorna sulla questione della possibile introduzione di alcune “Zone 30 km/h” nella città di Imperia, come annunciato dal sindaco Claudio Scajola (il consigliere era già intervenuto sulla questione, QUI). Zarbano, in particolare, analizza nel dettaglio la recente sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha annullato un analogo provvedimento emesso dal Comune di Bologna.
Il consigliere Zarbano torna sulla questione delle zone a 30 km/h, ipotizzate anche a Imperia, con un’analisi della bocciatura del Tar del provvedimento del Comune di Bologna
Scrive Zarbano: “Nei giorni scorsi si è parlato della possibilità di introdurre il limite dei 30 km/h in alcune zone di Imperia. Questo ha creato un dibattito in città, soprattutto dopo la diffusione della notizia di una sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva annullato un piano simile adottato a Bologna. Diversi cittadini hanno chiesto al Gruppo Consiliare Imperia senza Padroni delucidazioni in merito.
Ma cosa dice davvero questa sentenza? Il ricorso era stato presentato da alcuni tassisti, preoccupati per l’aumento dei tempi di percorrenza e per le conseguenze sul loro lavoro.
Il TAR ha chiarito un punto importante: un Comune non può imporre il limite dei 30 km/h in modo generale su gran parte delle strade cittadine. Questo perché, secondo il Codice della strada, il limite normale nei centri abitati è di 50 km/h. Scendere sotto questo limite è possibile, ma solo in casi particolari e ben motivati, ad esempio:
- vicino alle scuole;
- in strade strette o pericolose;
- in zone con molti pedoni;
- in situazioni di rischio specifiche.
Nel caso di Bologna, il limite dei 30 km/h era stato esteso troppo, senza una vera analisi tecnica che spiegasse strada per strada perché fosse necessario. In pratica, il 30 era diventato la regola e il 50 l’eccezione, cosa che la legge non consente.
Il TAR non ha detto che il limite dei 30 km/h sia sbagliato in assoluto o inutile per la sicurezza. Ha solo valutato se il provvedimento fosse legittimo dal punto di vista legale, e ha stabilito che non lo era.
La sentenza lascia comunque una possibilità ai Comuni: possono riproporre limiti più bassi, ma solo con:
- studi tecnici precisi;
- motivazioni chiare;
- decisioni mirate su singole strade o tratti.
Non è possibile, quindi, applicare il limite “a tappeto” su intere zone senza giustificazioni.
In conclusione, il TAR non ha bocciato l’idea di aumentare la sicurezza in città. Ha detto però che il limite dei 30 km/h non può essere imposto in modo generale, senza un’analisi tecnica e senza motivazioni precise, come invece richiede il Codice della Strada”.






