Grande partecipazione questa mattina alla biblioteca civica di Imperia per l’incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico sulle ragioni del “NO” al referendum costituzionale, dal titolo “Con la testa e con il cuore“.
Alberto Ponte, giornalista del Secolo XIX, ha dialogato con Arianna Pitino, professoressa associata di diritto costituzionale all’università di Genova, e Bruno Morchio, noto scrittore di romanzi “noir” e candidato alle elezioni comunali di Genova nella lista Salis.
I relatori hanno illustrato al pubblico i motivi per cui ritengono necessario votare no al referendum del 22 e 23 marzo
Secondo la professoressa Pitino, la riforma presenta troppe incognite e rischia di indebolire la magistratura. Quando si modifica la Costituzione, ha spiegato, serve prudenza, soprattutto se i cambiamenti riguardano i caratteri strutturali della Repubblica e i rapporti tra i poteri.
Morchio ha invece evidenziato tre ordini di ragioni: il metodo con cui è stata approvata la legge, definito “autoritario” perché imposto a colpi di maggioranza; il sistema di nomina dell’organo di controllo della magistratura, paragonato a una “lotteria“; e il rischio generale di indebolimento della democrazia.
“Il referendum – spiega Arianna Pitino, professoressa associata di diritto costituzionale all’università di Genova – è la parte finale del procedimento di revisione costituzionale che ha avuto luogo in Parlamento negli ultimi mesi e si chiederà agli elettori di confermare o di respingere la decisione assunta dal Parlamento di revisionare il Titolo IV della Costituzione relativo alla magistratura.
Come mai siete contrari? “Io ritengo che quando si discute di Costituzione, quindi in questo caso le modifiche non sono di una legge qualsiasi, ma della legge cardine della nostra Repubblica, della legge che definisce i caratteri strutturali della nostra forma di Stato, della nostra forma di governo, dei rapporti tra i poteri, serva prudenza.
Questo disegno di revisione costituzionale, a mio avviso, lascia troppe incognite e molte poche certezze, determina probabilmente un rischio molto forte di indebolimento della magistratura e pertanto, di fronte a una revisione costituzionale così poco chiara, così poco intellegibile anche da parte degli elettori, ritengo sia preferibile un atteggiamento di prudenza e quindi questa prudenza coincide con il votare no a questo referendum“.
“Ci sono diverse ragioni, di diversi ordini – dice Bruno Morchio, noto scrittore di romanzi “noir” e candidato alle elezioni comunali di Genova nella lista Salis – un ordine di metodo, come è stata imposta la legge, cioè non si può, secondo me, una legge costituzionale che investe sette articoli della Carta, farla passare, imporla a colpi di maggioranza: è assolutamente l’indice di un governo che in realtà ha delle forti pulsioni autoritarie.
Poi c’è anche una ragione di merito: mi chiedo questa faccenda del nominare l’organo di controllo della magistratura come una lotteria, la trovo veramente disarmante, non lo farei neanche per un’assemblea di condominio, non ha senso.
La terza ragione è generale: stiamo vivendo un momento in cui c’è un attacco alle democrazie liberali e all’equilibrio dei poteri, e questa legge, secondo me, in questo momento va in una direzione che favorisce in qualche modo un indebolimento della democrazia.
A cura di Alessandro Moschi











