18 Aprile 2026 20:43

Imperia: barca Beatrice un pozzo senza fondo. Il Comune spende altri 76mila euro per la vela da anni in secca

In breve: Il nuovo pacchetto di lavori riguarda il fasciame dello scafo, considerato indispensabile per il mantenimento dell’integrità strutturale dell’imbarcazione

Il Comune di Imperia mette nuovamente mano al portafoglio per il veliero Beatrice, approvando tramite determinazione dirigenziale del 24 febbraio il secondo lotto di manutenzione straordinaria sull’imbarcazione di proprietà comunale.

L’intervento, affidato in via diretta ai Cantieri Sangermani di Lavagna  (gli stessi che costruirono la barca nel 1963 e che hanno già eseguito il primo lotto di lavori)  comporta una spesa complessiva di 76.860 euro Iva inclusa, a valere sul bilancio 2026.

Interventi strutturali sullo scafo

Il nuovo pacchetto di lavori riguarda il fasciame dello scafo, considerato indispensabile per il mantenimento dell’integrità strutturale dell’imbarcazione. Nel dettaglio sono previste:

  • la sostituzione di 25 tavole per circa 75 metri lineari;
  • il rinnovo di circa 100 viti e chiodi;
  • interventi di steccatura per circa 50 metri lineari.

Un’acquisizione poco fortunata

La barca, donata al Comune nel 2021 dall’imprenditrice Diana Bracco ha avuto in questi anni una lunga storia di episodi non molto fortunati, con continui esborsi di denaro che non sembrano avere mai fine

Lunga 15,56 metri e larga 3,78 metri, Beatrice aveva subito un primo intervento di restauro effettuato dagli alunni del Nautico, per poi essere sottoposta ad altri interventi conservativi, senza mai riuscire a ritornare in acqua.

Come se non bastasse, nel novembre del 2024 l’imbarcazione si era trovata al centro di un contenzioso tra il Comune di Imperia e il COPI. Il Tribunale di Imperia, lo ricordiamo, aveva emesso un decreto ingiuntivo a carico del Comune per il pagamento di una fattura di oltre 50 mila e 800 euro emessa dal Copi proprio per la custodia di “Beatrice”. Fattura che il Comune riteneva di non dover saldare, avendo fin dall’inizio intrattenuto i rapporti direttamente con un cantiere e poi con la curatela fallimentare dello stesso e non con il Copi. Il Comune si era, dunque, opposto al decreto ingiuntivo, nominando un legale di fiducia per difendere i propri interessi (per la cifra di 11 mila e 600 euro).

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