7 Maggio 2026 11:21

Imperia: Bracco (Pd) contesta i progetti dell’Amministrazione. “Anche la popolazione inizia a non condividere più lo sviluppo della città” / Video

In breve: Ivan Bracco contesta la passeggiata del Prino e le ciclabili e per le espressioni contro il procuratore della Repubblica chiede le dimissioni del sindaco Scajola

Il consigliere comunale del Pd Ivan Bracco continua a contestare l’azione dell’Amministrazione comunale. In particolare, ai microfoni di Imperiapost, Bracco punta il dito contro i progetti di sviluppo della città e l’atteggiamento del sindaco nei confronti del procuratore della Repubblica.

Ivan Bracco contesta la passeggiata del Prino e le ciclabili e per le espressioni contro il procuratore della Repubblica chiede le dimissioni del sindaco Scajola

Sottolinea Ivan Bracco: “Questa volta non è una mia considerazione. Io ho letto un attimo gli articoli che sono stati pubblicati sugli organi di stampa, tra i quali il vostro e sto vedendo che la popolazione inizia in modo chiaro e netto a non condividere più la linea di trasformazione della città in cui l’amministrazione la sta portando.

L’ultima è la creazione di una pista ciclopedonale in corso Roosvelt. Penso che questa amministrazione voglia, soprattutto il sindaco, lasciare un segno per il futuro, un segno come aveva fatto ai tempi del fascismo, cioè trasformare una città e cambiargli i connotati. Se noi vediamo la spiaggia partendo dal Prino e arrivando fino alla Galeazza, la città sta cambiando, ma sta cambiando senza una logica, senza un piano organico, sta cambiando secondo le volontà di una persona e sto vedendo che la città e i cittadini non stanno apprezzando tantissimo questa situazione perché è una situazione dove vengono imposte solo delle ciclabili, dei gran pettini di ciclabili che tolgono parcheggi e soprattutto non c’è un piano organico di lavoro.

Questa Amministrazione sta spendendo e spandendo soldi, ma non c’è un piano strutturato che possa portare del lavoro reale a Imperia. Se lei tiene conto che parliamo di turismo, a Imperia abbiamo due alberghi e pochissimi posti letto da offrire.

Dunque, non è una mia presa di posizione. Io leggo e ascolto la gente e la gente inizia a non approvare più questa tipologia di amministrare da uomo solo, senza nessuna base scientifica, senza nessuno studio, solo su una volontà personale, che non ha nessun supporto”.

Ma il Prino rifatto non è meglio di prima? Lei boccia tutti gli interventi?

“Io non li boccio tout court. Il Prino è un intervento che assomiglia molto, se lei va a vedere, al rendering di Trump sulla spianata di Gaza, come vorrebbe trasformarla. Il Prino ci assomiglia molto. Dunque le trasformazioni dei nostri borghi, del nostro territorio, che è molto piccolo e molto fragile, a mio parere andavano studiate con più delicatezza e meno importanza imperiale. La passeggiata del Prino è una passeggiata imperiale, non è una passeggiata che si addice bene come proporzioni al piccolo borgo. Lo stesso la spiaggia. La spiaggia andava aggiustata, ma con caratteristiche che richiamavano più la nostra storia e il nostro territorio.

Penso che molte opere, vedi la strada dietro piazza Ulisse Calvi, sono opere mastodontiche, sono opere imperiali e non sono opere che si addicono al nostro territorio, che è storico ed è anche fragile dal punto di vista proprio urbanistico”.

In merito alla polemica sorta con la Procura della Repubblica, il suo giudizio quale è?

Guardi, è un giudizio molto molto negativo. Il Partito Democratico è intervenuto prontamente a livello regionale, a livello provinciale e a livello locale. Io ho preso una posizione molto dura, perché è vergognoso che un sindaco che rappresenta lo Stato sul territorio si scagli contro la massima autorità della giustizia in città.

Ognuno di noi siamo soggetti alla legge e nel momento in cui ci troviamo a rispondere di violazioni o presunte violazioni di legge dobbiamo avere il massimo rispetto per l’autorità giudiziaria. Questo non è avvenuto, anzi, in una seduta pubblica dentro la casa comunale il sindaco si è espresso con parole vergognose che solo le dimissioni potrebbero andare a sanare. Ancora più vergognoso invitare il procuratore a pranzo”.

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