17 Aprile 2026 12:13

Rivieracqua: dipendenti in fibrillazione per l’annuncio di trasferimenti fra le sedi di Imperia e Sanremo / Il caso

In breve: A quanto sembra la Provincia vorrebbe la struttura di vertice di Rivieracqua nel capoluogo

C’è fibrillazione fra i lavoratori di Rivieracqua dopo la notizia diffusasi nelle ultime ore di prossimi trasferimenti di personale fra le sedi di Imperia e Sanremo. Della vicenda sono state anche informate le organizzazioni sindacali, ma i giochi pare siano ormai definiti.

A quanto sembra la Provincia vorrebbe la struttura di vertice di Rivieracqua nel capoluogo

Prima di tutto va spiegato che alcuni dipendenti di Rivieracqua sono in distacco su Acea Molise, la società privata entrata nella compagine un tempo esclusivamente pubblica. Un distacco temporaneo, in attesa della cessione della parte operativa di Rivieracqua ad Acea, così come era già previsto nella gara pubblica a doppio oggetto vinta dalla società molisana.

La Provincia di Imperia, a quanto risulta, avrebbe disposto di accentrare la struttura di Rivieracqua più vicina al Palazzo provinciale e quindi nella sede ex Amat. Da qui la decisione di concentrare i dipendenti Rivieracqua a Imperia e quelli Acea a Sanremo, con il conseguente trasferimento di lavoratori fra le due sedi.

Inoltre è previsto l’ampliamento del laboratorio della struttura imperiese, che impiegherà ulteriori lavoratori oggi in servizio a Sanremo.

In un primo passaggio pare si tratti di pochi lavoratori, ma nel prosieguo saranno una ventina i dipendenti che da Sanremo si dovranno trasferire a Imperia, mentre da Imperia a Sanremo il trasferimento riguarderà meno di dieci dipendenti.

Considerato che la sede imperiese è più piccola di quella sanremese, sembra che debbano essere predisposti anche degli interventi di adeguamento, nonostante nella sede di valle Armea siano già stati investiti denari proprio per la ristrutturazione degli uffici.

La notizia dei trasferimenti incrociati ha provocato malumori da parte dei lavoratori costretti a un trasferimento forzato che chiaramente andrà a incidere negativamente sulla loro vita. Anche perché alcuni godono già di permessi per gravi motivi famigliari. I sindacati sono stati avvisati nella giornata di giovedì scorso ed è stata avviata una trattativa con la società, anche se i contratti di lavoro prevedono che i trasferimenti entro i 50 chilometri possano essere attuati con relativa semplicità.

A sollevare polemiche e perplessità è in modo particolare la motivazione adottata per il trasferimento, relativa, appunto, a quanto sembra, al solo fatto di essere più vicini agli uffici provinciali. Inoltre c’è il timore che si creino ulteriori disservizi per l’utenza, legati alla comunicazione fra uffici oggi contigui, ma destinati in futuro a essere collocati in sedi diverse.

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