Si è svolta oggi, davanti al tribunale di Imperia, una nuova fase del processo per autoriciclaggio e appropriazione indebita che vede imputato un imprenditore ed ex amministratore pubblico di Bordighera, O.P..
L’uomo era stato denunciato dal fratello
Dopo la discussione finale dell’accusa, che aveva richiesto per l’imputato la condanna a una pena di 3 anni e 6 mesi, oggi è stato il turno dell’arringa della difesa, sostenuta dall’avvocato Marco Bosio. Il legale, nel ripercorrere le vicende analizzate nel corso del processo, ha contestato in toto le accuse mosse nei confronti del suo assistito, sostenendo che le varie operazioni finanziare all’origine del processo non abbiano in alcun modo incrementato il suo patrimonio personale. I travasi di denaro tra una società e l’altra (tutte legate all’imputato in qualità di socio o di amministratore unico) sarebbero dovuti, secondo l’avvocato, a un normale intersecarsi di interessi, tutti trasparenti e verificabili.
La difesa ha quindi chiesto l’assoluzione per l’imputato “perché il fatto non costituisce reato e perché il fatto non sussiste“. Riguardo alla sola accusa di appropriazione indebita, l’avvocato ha chiesto in subordine il riconoscimento delle attenuanti generiche e il minimo della pena.
L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 9 aprile, data in cui si ascolteranno le possibili repliche e verrà pronunciata la sentenza.






