“Penso che sia un fatto gravissimo, perché la libertà di stampa è alla base della democrazia e questi discorsi che hanno comunque un pizzico di contenuti intimidatori, non fanno bene alla democrazia, non fanno bene soprattutto all’Amministrazione Comunale di Imperia. Ritengo che i giornali e l’informazione debbano dare la notizia“. Parole del consigliere di minoranza Ivan Bracco, a cui non è andato giù il discorso tenuto dal sindaco Claudio Scajola in apertura del Consiglio Comunale.
Al centro della questione l’ormai nota indagine della Procura Europea Eppo sui fondi per il biodigestore. Dalle carte processuali sono stati recentemente estratti alcuni documenti pubblicati dal quotidiano “La Stampa”, articoli per i quali il sindaco ha oggi annunciato la volontà di sporgere querela, sulla falsariga di quanto fatto dal Procuratore di Imperia Alberto Lari nei giorni scorsi.
“Ci sono i modi per smentirle, ma non ci sono questi modi così plateali utilizzando un consenso pubblico che è dato per amministrare e non per difendersi da situazioni che nulla hanno a che vedere con il Consiglio Comunale – prosegue Bracco -. Poi voglio dare una risposta al Sindaco: chi amministra deve controllare. Chi amministra deve controllare in base alle norme. Il testo unico del TUEL prevede che gli amministratori diano le linee guida e i dirigenti degli uffici provvedano ad ottemperare.
Quello che emerge dagli atti di indagine che abbiamo letto sui giornali pare che fosse un po’ il contrario, cioè che il Presidente della provincia in qualche modo interagisse con i dirigenti.
Dunque i cittadini devono sapere che il pubblico amministratore fa il pubblico amministratore, il dirigente dell’ente fa il dirigente, si assume lui la responsabilità delle scelte e degli atti che deve assumere.
Pertanto se è vero che gli atti venivano sbaffati, cioè l’ok per andare avanti o meno, questo è un fatto che andrà di nuovo valutato perché in base al TUEL non è assolutamente previsto questa modalità di amministrare”.






