Arrivano nuovi, drammatici dettagli sul caso della piccola Beatrice, la bimba di due anni morta il 9 febbraio scorso nella sua abitazione di Montenero, a Bordighera. Dagli accertamenti autoptici eseguiti dal professor Francesco Ventura, consulente incaricato dalla Procura di Imperia, alla presenza dei periti di parte Andrea Peirano (per Emanuel Iannuzzi) ed Enzo Profumo (per la famiglia Rao), emerge un quadro che conferma in gran parte le accuse mosse dagli inquirenti.
Secondo quanto trapelato, la causa del decesso è un’emorragia cerebrale acuta, provocata da un colpo alla testa
Il trauma si sarebbe verificato al massimo 48 ore prima della morte, quindi tra sabato e domenica, non prima. In quelle ore Beatrice si trovava a Perinaldo insieme alla madre Emanuela Aiello, alle sorelline e al compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, entrambi in carcere con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina.
I periti non hanno trovato altri coaguli oltre a quello dell’emorragia fatale, ma hanno individuato altre due emorragie in corso nel corpo della piccola: lesioni che non le sarebbero state fatali nell’immediato, ma che nel tempo avrebbero potuto aggravarsi ulteriormente.
Dall’autopsia emerge anche un altro elemento pesante: Beatrice soffriva di steatosi epatica da malnutrizione, una patologia legata alla carenza prolungata di proteine o a digiuni drastici. Secondo i periti, non si tratta di un problema recente, ma di una condizione che si protraeva da circa un anno, un periodo che coinciderebbe con il rientro in carcere del padre della bambina, Maurizio Rao, da quando della piccola si occupava di fatto solo la madre.
Il punto più duro riguarda i soccorsi: secondo quanto emerso dagli accertamenti, una chiamata tempestiva all’ambulanza avrebbe potuto salvare la vita di Beatrice.
Un elemento che va ad aggiungersi a quanto già dichiarato nelle scorse settimane dal Procuratore Alberto Lari, secondo cui “ragionevolmente anche semplicemente il fatto di accompagnarla prima in ospedale avrebbe potuto salvarla”.
La relazione definitiva dell’accertamento medico-legale non è ancora stata depositata in Procura: il deposito è atteso per il prossimo 15 luglio. Nel frattempo, Iannuzzi è stato trasferito nei giorni scorsi dal carcere di Ivrea al penitenziario di Pavia. Sia lui che Aiello si sono sempre dichiarati innocenti.






