Non si placa la polemica per la mancata inclusione all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale di Diano Marina dei question time proposti dai gruppi di opposizione. Dopo le dichiarazioni rilasciate a caldo subito dopo aver abbandonato l’aula insieme alla collega Elisabetta Borghi, il consigliere Marcello Bellacicco è tornato sulla questione attraverso un video condiviso sui suoi profili social.
Non si placa la polemica dopo l’ultimo infuocato consiglio comunale
Al centro della vicenda, lo ricordiamo, il protocollo di legalità siglato dal Comune di Diano Marina con la Prefettura di Imperia. Il protocollo d’intesa rafforza la collaborazione tra Prefettura, Comune e forze di polizia con un’attenzione particolare alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata e dei fenomeni mafiosi. Attraverso lo scambio di informazioni, il coordinamento delle attività di controllo del territorio e l’integrazione dei sistemi di videosorveglianza, l’accordo punta a individuare tempestivamente situazioni di rischio, tutelare la legalità e rendere più efficace l’azione di contrasto alle infiltrazioni mafiose e alle altre forme di criminalità.
Per questo motivo sia Bellacicco che il collega Francesco Parrella avevano chiesto chiarimenti in merito al mancato coinvolgimento della Commissione Antimafia del Comune di Diano Marina, di cui entrambi fanno parte (così come il sindaco Za Garibaldi).
“Di fronte a questa notizia – dice Bellacicco nel video – che noi abbiamo appreso il 20 luglio, quindi il giorno prima del Consiglio Comunale, l’abbiamo appresa praticamente dai giornali e abbiamo fatto questo question time. Il question time si fa al momento in cui ci sono delle notizie posteriori alla riunione dei capigruppo, che normalmente è una settimana prima del Consiglio Comunale, nell’ambito del quale viene deciso l’ordine del giorno. Quindi noi l’abbiamo saputo il 20, il 21 c’era il Consiglio e abbiamo, in maniera univoca, praticamente all’unisono, fatto un question time per chiedere al sindaco come mai di un protocollo del genere non è stata informata la Commissione Antimafia“.
“Il Presidente del Consiglio – prosegue il consigliere – ci ha comunicato ieri sera che il question time non era stato ammesso, perché praticamente la Commissione non ha potere deliberatorio e le decisioni competono alla Giunta, alla maggioranza e al sindaco e quindi la Commissione Antimafia non poteva e non doveva essere coinvolta nel processo decisionale”.
“Ma questo lo sappiamo anche noi – sottolinea Bellacicco, che spiega come l’intenzione fosse semplicemente quella di avere una risposta pubblica da parte del sindaco sulla questione. Il consigliere quindi prende in esame le dichiarazioni in merito del sindaco Za Garibaldi.
“Dice che il question time non aveva ragione di esistere. Perché? Perché il protocollo è stato firmato il 3 luglio. Ma questo lo sapeva soltanto lui, perché la vidimazione che ha certificato la validità del protocollo è avvenuta il 20 luglio, cioè l’altro ieri, con delibera della Giunta.Tant’è vero che l’altro ieri, fatta la delibera di Giunta, c’è stata anche la gran cassa mediatica da parte del sindaco Za Garibaldi di questo protocollo firmato. E quindi noi siamo venuti a sapere appunto dai media e dalla comunicazione dell’altro ieri di questo protocollo che esisteva. E qui la nostra richiesta di avere una spiegazione in Consiglio Comunale, niente di che. Invece il sindaco, non contento, è andato a sostenere la decisione del Presidente dicendo che è assolutamente legittima perché non c’è forte urgenza e attualità. Dice: i’n fondo la firma del protocollo è del 3 luglio‘, ma lo sapeva solo lui. ‘È stata ampiamente divulgata’. Non è vero. E a quasi 20 giorni di distanza non ci sono caratteristiche di urgenza, perché nel frattempo ci sono stati due Consigli Comunali, secondo lui. Io non so il secondo Consiglio Comunale dove lui l’abbia visto, quindi menzogna. Il Consiglio Comunale è stato uno, il 6 luglio, ma noi il 6 luglio non sapevamo niente. Perché è vero che il protocollo è del 3, ma la vidimazione della Giunta è del 20 luglio. Quindi avremmo potuto, secondo lui, e menzogna, discutere in due Consigli che poi non c’erano, perché è stato solo il 6 luglio“.
Bellacicco quindi risponde al primo cittadino sulle critiche mosse a lui e alla consigliera Borghi per l’abbandono dell’aula, sostenendo che la scelta sia nata in quanto con il mancato accoglimento del question time i diritti dell’opposizione non sarebbero stati tutelati.
Il consigliere ribadisce che l’intento dell’interrogazione era di poter avere un dibattito pubblico con il primo cittadino sulla questione, sottolineando che nemmeno nella chat dei membri della Commissione sarebbe stato fatto alcun cenno al protocollo.
Bellacicco risponde infine anche alle dichiarazioni post-consiglio del presidente Bregolin, che ha accusato i gruppi di opposizione di aver messo in piedi la polemica per propaganda elettorale. Un’affermazione che il consigliere rifiuta in toto, ribaltando il tavolo: “Il sindaco è stato ben zitto perché voleva essere lui, in prima persona, a comparire nel proporsi come difensore della legalità a Diano Marina, proprio per questioni di carattere elettorale, proprio per questioni di propaganda”.






