23 Luglio 2026 18:53

Carcere di Imperia, la denuncia del SAPPE: “provvedimento illegittimo contro poliziotto penitenziario diventato neo papà”

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria alza il livello dello scontro sulla vicenda che riguarda la Casa Circondariale di Imperia e chiede un’immediata ispezione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Torino, competente anche per la Liguria.

L’iniziativa nasce dalla diffida formalmente sottoscritta dal Segretario Nazionale del SAPPE per la Liguria, Vincenzo Tristaino, trasmessa alla Direzione dell’istituto, al Provveditorato regionale, alla Segreteria provinciale SAPPE di Imperia guidata da Giuseppe Giangrande e alla Segreteria Generale del Sindacato, con la quale viene chiesto l’immediato annullamento in autotutela del provvedimento che ha disposto la rimozione di un Assistente Capo dal Locale Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, ritenuto gravemente illegittimo perché adottato in assenza dei presupposti previsti dal Protocollo d’Intesa del 26 maggio 2023.

Nella diffida il SAPPE evidenzia come il provvedimento non individui alcuna violazione disciplinare, alcun comportamento contrario alla deontologia professionale o al Regolamento di Servizio, né alcun fatto concreto che possa giustificare una decisione tanto grave. Al contrario, il dipendente ha sempre ricevuto le massime valutazioni professionali ed è stato più volte incaricato dalla stessa Direzione di svolgere le funzioni di Vice Coordinatore del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti.

«Il collega Giuseppe Giangrande, dirigente provinciale del SAPPE di Imperia, ha fatto benissimo a portare immediatamente all’attenzione dell’Organizzazione una vicenda che presenta aspetti estremamente preoccupanti sotto il profilo della legittimità amministrativa», afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE. «Così come va riconosciuto il puntuale e rigoroso lavoro del nostro Segretario Nazionale Vincenzo Tristaino, che ha predisposto una diffida giuridicamente solida e dettagliata a tutela non soltanto del collega coinvolto, ma dell’intero personale di Polizia Penitenziaria.»

Capece chiede quindi un immediato intervento del Provveditorato: «Pretendiamo che il Provveditorato regionale di Torino disponga senza indugio un’ispezione per verificare cosa stia realmente accadendo nel carcere di Imperia. Se quanto denunciato dal SAPPE sarà confermato, ci troveremmo davanti ad un utilizzo distorto del potere amministrativo, esercitato non per ragioni disciplinari ma per risolvere problemi organizzativi. Sarebbe un fatto di eccezionale gravità

Il Segretario Generale del SAPPE punta poi l’attenzione su un particolare che giudica «sconcertante»: «C’è un elemento che lascia francamente senza parole. Il poliziotto penitenziario rimosso è diventato da poco papà e ha semplicemente fruito dei permessi e del congedo parentale previsti dalla legge. Davvero qualcuno ritiene che questo possa costituire un elemento negativo? Forse, nella Casa Circondariale di Imperia, qualcuno pensa che diventare padre sia vietato per un appartenente alla Polizia Penitenziaria? Se fosse così, sarebbe un’idea non soltanto sbagliata, ma incompatibile con uno Stato di diritto e con il rispetto dei diritti dei lavoratori.»

La diffida del SAPPE evidenzia infatti che le assenze del dipendente sono riconducibili esclusivamente a ferie autorizzate, al congedo parentale per la nascita del figlio e a pochi giorni di malattia regolarmente certificata, tutti istituti previsti dall’ordinamento e che non possono trasformarsi in motivo di penalizzazione professionale. «Se davvero un appartenente al Corpo rischia di perdere un incarico conquistato mediante interpello perché esercita diritti riconosciuti dalla legge, siamo davanti ad un precedente gravissimo che non può essere tollerato. Nessun poliziotto penitenziario deve essere penalizzato perché ha scelto di diventare padre o perché usufruisce di diritti garantiti dall’ordinamento. Il provvedimento deve essere immediatamente revocato e il collega reintegrato nel proprio posto, dal quale è stato illegittimamente rimosso in violazione delle norme che disciplinano l’organizzazione del lavoro

Il SAPPE ribadisce che, qualora non intervenga l’immediato annullamento del provvedimento, saranno attivate tutte le procedure previste dall’Accordo Nazionale Quadro, a partire dalla Commissione Arbitrale Regionale, riservandosi ogni ulteriore iniziativa nelle competenti sedi giudiziarie e amministrative a tutela del poliziotto interessato e dei diritti di tutto il personale del Corpo.

C.S.

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