Il servizio delle navette a guida autonoma continua a pesare sulle casse del Comune di Imperia. Dopo i 280mila euro già stanziati, l’amministrazione ha approvato una variazione di bilancio da 250.710 euro, portando la spesa complessiva prevista per il 2027 a 530.710 euro.
È quanto emerge dal documento “Elenco Variazioni Piano Esecutivo di Gestione 2027“, relativo all’esercizio 2026, dove al capitolo 3203 – dedicato alle “SPESE PER SERVIZIO SPERIMENTALE GUIDA AUTONOMA” – lo stanziamento passa da 280.000 a 530.710 euro.
A questa cifra si aggiungono i costi già sostenuti per le assicurazioni e per le procedure legate alla sperimentazione (solamente ieri quasi 150mila euro per manutenzione, licenza software e gestione dei dati), che portano il conto complessivo ben oltre i 500mila euro aggiuntivi.
Il servizio delle navette elettriche, che collega l’ex stazione di Porto Maurizio a quella di Oneglia lungo la pista ciclabile, dovrebbe iniziare a trasportare passeggeri da settembre, in concomitanza con le Vele d’Epoca. Il finanziamento Pnrr, pari a 5,9 milioni di euro, copre la parte infrastrutturale ma non la gestione ordinaria, che resta a carico del Comune.

Il consigliere di minoranza del gruppo Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, commenta: “Mi auguro che, dato l’impegno economico, abbiano almeno un ritorno in termini di risultato e servizio”
Proprio sul tema dei costi di gestione delle tre navette autonome, il consigliere del Pd, Ivan Bracco, nei giorni scorsi aveva scritto sulla sua pagina social: “A tutto c’è un limite, qui lo abbiamo superato. Basta buttare denaro pubblico. I cittadini quotidianamente mi contattano, come anche i colleghi Bozzano e Moddafari, richiedendo interventi per crateri negli asfalti, soprattutto nelle frazioni, marciapiedi cittadini in condizioni vergognose e impercorribili, nelle frazioni strade di collegamento che conducono alle abitazioni realizzate nel territorio completamente distrutte, rii comunali franati, senza manutenzione da anni, ecc. ecc. e l’Amministrazione spende migliaia di euro per far girare una decina di volte i giocattoli sperimentali“






