8 Maggio 2026 12:24

Imperia: Scajola e il terzo mandato, Zarbano frena sull’ipotesi. “Non si può aggirare la legge”

La questione del terzo mandato del sindaco Claudio Scajola torna d’attualità. A riaccendere il dibattito è Luciano Zarbano, consigliere comunale di minoranza del gruppo “Imperia Senza Padroni“, che interviene con una nota stampa per richiamare l’attenzione su una recente sentenza della Corte Costituzionale.

Il riferimento è alla pronuncia depositata il 30 dicembre scorso, che ha ribadito il divieto di terzo mandato consecutivo per le cariche elettive. Una posizione che, secondo Zarbano, chiuderebbe definitivamente la porta alle ambizioni del primo cittadino, che tempo fa aveva dichiarato: “Farò anche il terzo mandato, perché dobbiamo completare tutta l’opera fatta“.

Scajola e il terzo mandato: la Corte Costituzionale chiude la porta

Come spiega il consigliere Luciano Zarbano in una nota stampa: “Con una sentenza depositata il 30 dicembre scorso, la Corte Costituzionale ha ribadito un principio chiaro: non è ammesso il terzo mandato consecutivo.

Il caso nasce dal ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri contro il terzo mandato del Presidente della Provincia autonoma di Trento.

La Corte, con una articolata sentenza (https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/211), ha spiegato che chi è eletto direttamente dai cittadini e dispone di ampi poteri, deve avere un limite di due mandati di fila, per garantire ricambio, parità nell’accesso alle cariche elettive e buon funzionamento delle istituzioni.

Il divieto non è scritto nella Costituzione, ma è una scelta del Parlamento, che bilancia due esigenze: la libertà di voto dei cittadini e la necessità di evitare che il potere resti troppo a lungo nelle stesse mani. La decisione chiarisce che questa regola vale per tutti, anche per Regioni e Province autonome: le leggi locali non possono aggirarla. Infatti nel 2023 la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una disposizione della Regione autonoma Sardegna che aumentava il numero massimo di mandati consecutivi dei sindaci, “fissato in misura superiore a quella individuata dalla normativa statale”.

Inoltre la Corte Costituzionale ha evidenziato che il divieto del terzo mandato consecutivo dei Presidenti di Regione e di Province autonome trova fondamento anche in altri testi normativi, relativi ad ulteriori livelli di governo, come l’art. 51, comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali, in relazione ai Sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti. Pertanto, per questi ultimi, attualmente resta il limite dei due mandati consecutivi.

Questo limite risponde all’esigenza di garantire l’uniforme esercizio dei diritti politici fondamentali di elettorato attivo e passivo, sanciti dagli artt. 2, 48 e 51 Cost., “di tal che risulta preclusa anche per tale ragione ogni differenziazione di trattamento su base territoriale”.

Pertanto, se si vuole cambiare la regola, l’unica strada è l’iter Parlamentare, non scorciatoie locali“.

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