Gli studenti pronti a scendere in piazza contro il riarmo. L’appuntamento è per giovedì 5 marzo, alle ore 10.30 in Piazza Calvi a Imperia.
“Di fronte a piani di riarmo italiani ed europei sempre più allarmanti di fronte ai miliardi negati alla sanità, alla scuola e al welfare, di fronte alla complicità dei nostri paesi a progetti imperialisti di colonizzazione e genocidio, noi resistiamo – si legge nel volantino degli organizzatori: Spiraglio, La Talpa e L’Orologio e dal Collettivo Studentesco Ingauno – Seguiamo l’esempio dei nostri compagni dalla Germania: il 05/03, tutto il Ponente Ligure si unisce per rispondere alla mobilitazione internazionale. Contro la guerra dei padroni, siamo tutti disertori”.

Di seguito il comunicato stampa di Spiraglio Imperia: “05 marzo 2026, ore 10:30, piazza Ulisse Calvi, Imperia: guerra alla guerra! Il Ponente Ligure risponde alla campagna di mobilitazione internazionale avviata dallə compagnə tedescə contro la leva militare, i piani di riarmo nazionali ed europei, e la guerra del capitale. All’unità internazionale vogliamo che corrisponda un’unità territoriale: la nostra manifestazione chiama a raccolta lə militanti del Ponente Ligure tutto, lə giovani, studentə o cittadinə delle province di Imperia e di Savona in un corteo unito contro la guerra. Il momento storico in cui ci troviamo a vivere rappresenta un periodo in cui più che mai l’unità e la solidarietà sono fondamentali e imprescindibili; il Ponente come l’Europa ha necessità di mostrarsi coeso per lanciare un messaggio inequivocabile: siamo tuttə disertorə! Non possiamo fare altro che opporci alla complicità dell’Occidente europeo nei progetti neocoloniali contemporanei, e allo stesso modo non possiamo che combattere contro la sua partecipazione attiva nel genocidio del popolo palestinese per mano sionista. La Costituzione del nostro paese, scritta da partigiani e antifascisti, nel suo articolo 11 ripudia ogni forma di guerra: come giustificare, alla luce di questo, la complicità italiana in un progetto pluridecennale di occupazione militare, pulizia etnica e genocidio perpetrato da un etnostato coloniale di insediamento? L’Italia rappresenta il terzo paese importatore di armi nello stato di Israele, dopo gli Stati Uniti e la Germania. Mentre parliamo, Israele e USA scuotono a suon di bombardamenti l’intero Medio Oriente, in una guerra tra stati criminali che non fa distinzioni tra i civili, facendo piovere le sue bombe persino sulle scuole. La stessa Italia, al vertice a L’Aia del 24 e 25 giugno 2025, ha preso l’impegno formale verso la NATO e lo stato egemone USA di destinare, entro il 2035, il 5 per cento del proprio PIL alla difesa, arrivando a toccare una spesa stimata di 105 miliardi annui. In un paese nel quale scuola, sanità, previdenza e servizi sociali cadono a pezzi, non possiamo accettare che un solo euro di più sia reindirizzato dai servizi essenziali verso gli armamenti. Al costo di un sommergibile militare, si stima che lo stato italiano potrebbe assumere 8129 infermieri; al costo di una fregata Fremm, potrebbe mettere in sicurezza ben 7297 edifici scolastici. Quando viene detto che per intervenire sulle lacune dei servizi essenziali mancano i soldi, in verità a mancare è la volontà di istituire piani di spesa pubblica mirati, finalizzati al benessere delle classi popolari e dellə cittadinə tuttə anziché all’arricchimento dell’industria pesante e delle aziende belliche. Rifiutiamo di arruolarci tra le fila della guerra del capitale e del colonialismo, di morire per terre e risorse che non ci appartengono, di uccidere persone con cui abbiamo molto più in comune di quanto ne abbiamo con i politicanti che vorrebbero schierarci come soldatini. L’unica guerra che siamo dispostə a combattere è quella contro i sistemi oppressivi ed estrattivisti che vorrebbero mandarci al fronte. Giovedì 05 maggio l’Europa è unita contro la guerra dei padroni: appuntamento alle ore 10:30 in piazza Calvi a Imperia! Chiediamo alle province di Savona e Imperia e ai comuni che ne fanno parte di approvare delle mozioni che si schierino contro la volontà nazionale ed europea di armarsi. le nostre uniche armi sono l’unione e la solidarietà: per convogliare tuttə nella stessa mobilitazione, come comitato organizzatore abbiamo individuato treni utili da Levante e da Ponente e lanciato dei ritrovi nelle stazioni per partire tuttə insieme! Qui sotto, la locandina con le informazioni specifiche. Come collettivi, ci rendiamo disponibili a coprire o rimborsare le spese di viaggio di chiunque ne avesse bisogno: contattaci attraverso i profili instagram @spiraglioimperiese e @collettivo_studentesco_ingauno, alla mail spiraglioimperiese@gmail.com, o parla direttamente con lə compagnə che incontrerai in stazione! Oggi più che mai è necessario esserci tuttə! Imperia e Savona non si arruolano, il Ponente Ligure diserta!”






