10 Maggio 2026 11:34

Imperia, accorpamento 118 a Genova.  L’intervista a Zanchi (Cisl Fp): “Si va a risparmiare dove non si dovrebbe”

Era noto da tempo che sarebbe successo, ma il fatto che l’accorpamento del 118 di Imperia con Genova fosse visto di cattivo occhio è un argomento altrettanto datato. 

Una mossa che si inserisce nella riforma della sanità voluta dalla Regione Liguria e che, secondo l’assessore Massimo Nicolò, è avvenuta senza criticità. Forse sul piano tecnico, ma umanamente il malcontento e i dubbi serpeggiavano e sono diventati quasi pruriginosi quando lo stesso assessore ha deciso di convocare un incontro con gli operatori per comunicare la chiusura della centrale del 118 il 29 aprile, con la chiusura già prevista per il giorno successivo. Il tutto senza considerare che molti lavoratori, quasi fino all’ultimo, sapevano di essere destinati a una ricollocazione, ma dove è rimasto un mistero fino a pochi istanti prima della chiusura.

E i dubbi restano: da Genova sapranno gestire al meglio? Che fine farà la straordinaria e forse insostituibile capacità umana di chi conosce il territorio, sa quali ambulanze mandare nei luoghi più impervi dell’entroterra e come orientare gli operatori tra le vie strette e i bricchi lontani delle montagne liguri?

«Dobbiamo essere onesti: questo 118 unificato non è la stessa cosa di prima. Pensano che le nuove tecnologie di posizionamento satellitare possano sostituire l’azione umana? Secondo me è impossibile. Potranno in parte coprire delle funzioni, forse, ma con il tempo, tanto tempo.» Inizia così la conversazione con Nico Zanchi, coordinatore territoriale della Cisl Fp. «Pensi che in alcune formazioni i ragazzi andavano sul posto per capire bene la situazione e vedere i luoghi di persona. L’interpretazione della tecnologia non può essere la stessa di chi quei posti li conosce davvero. Impareranno anche da Genova, certo, ma oggi non si può dire che è la stessa cosa. Ci vuole tempo.»

La domanda sorge quindi spontanea: perché è stato fatto? «Le iniziative della Regione sono palesi: sappiamo tutti che questa operazione è parte di un insieme di misure per far fronte a un fondo in crisi. Il commissariamento per ora non è avvenuto, ma in condizioni diverse sarebbe già scattato. Si va a risparmiare dove non si dovrebbe risparmiare. Questa riforma non piaceva a nessun sindacato. È ovvio che ad aprile non si possano vedere risultati significativi: noi come Cisl smontiamo ogni decisione pezzo per pezzo e cerchiamo di agire di conseguenza.»

Resta, in fondo, una sensazione difficile da scrollarsi di dosso: quella di un cambiamento calato dall’alto, gestito con la fretta di chi ha già deciso. Nel frattempo, su quei versanti dove il segnale GPS arriva a tratti e i sentieri non hanno nome, qualcuno dovrà pur colmare la differenza. 

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