11 Maggio 2026 16:32

Branco di cani a Conio: i proprietari respingono le accuse. “Siamo dispiaciuti. Costretti ai cani da guardia per colpa dei lupi”

Dopo la denuncia alla Forestale per l’attacco di un branco di cani che aveva sbranato una capra a Conio, arriva la replica della famiglia proprietaria degli animali coinvolti.

Una risposta che mette al centro il tema della convivenza tra allevamento, predatori e comunità dell’entroterra

Le immagini allegate mostrano solo una parte degli animali persi da alcuni allevatori della provincia di Imperia a causa degli attacchi dei lupi. Vitelli, puledri, cavalli, pecore e capre vengono continuamente predati, in una situazione diventata sempre più difficile da sostenere per chi vive e lavora nelle aree montane.

Molte di queste perdite sono documentate attraverso denunce, sopralluoghi e pratiche ufficiali delle autorità competenti.

Per questo motivo, molte aziende agricole che praticano allevamento estensivo e semibrado sono state costrette ad utilizzare cani da guardiania per la protezione del bestiame, come previsto nelle aree soggette alla presenza di predatori. Non si tratta di una scelta fatta per creare disagio alla popolazione, ma di una necessità legata alla sopravvivenza stessa delle attività agricole di montagna.

Quando gli allevatori chiedono aiuto agli enti competenti per la crescente presenza dei lupi, la risposta ricevuta è spesso che bisogna imparare a convivere con i lupi, così come la popolazione deve imparare a convivere con i cani da guardiania.

Si tratta di cani da lavoro il cui compito principale è quello di allontanare i lupi e limitare le predazioni. La loro presenza contribuisce anche a ridurre l’avvicinamento dei predatori alle zone abitate e agli allevamenti.

I cani coinvolti sono cani di razza Kangal, conosciuti per il loro carattere docile ed equilibrato con le persone. Molti abitanti della zona interagiscono tranquillamente con loro e spesso lasciano anche del cibo proprio per il loro comportamento affettuoso e socievole.

La famiglia desidera però ricordare che i cani da guardiania non dovrebbero essere alimentati dalla popolazione, poiché hanno già il loro spazio e la loro alimentazione presso la stalla. Ricevendo cibo e attenzioni vicino alle abitazioni, tendono naturalmente a tornare più spesso nelle aree abitate, creando situazioni di disagio che nessuno desidera.

La gestione di questi cani comporta inoltre grandi responsabilità e costi importanti, tra alimentazione, cure veterinarie, vaccini e controllo quotidiano degli animali. Sono cani attivi, che percorrono molti chilometri sul territorio, soprattutto durante la notte, svolgendo il loro lavoro di protezione.

La convivenza tra attività rurale, animali da guardiania, predatori e popolazione resta oggi una delle sfide più difficili per le comunità dell’entroterra.

La famiglia coinvolta nel recente episodio ha spiegato di essere profondamente dispiaciuta per quanto accaduto. Pur non essendo presente al momento dell’attacco e non avendo quindi la certezza diretta di quanto accaduto, la famiglia ha comunque scelto di assumersi responsabilmente ogni aspetto della situazione, mettendosi immediatamente in contatto con l’allevatrice dell’animale, offrendo il risarcimento dei danni e avviando le pratiche assicurative necessarie.

La famiglia sottolinea inoltre che negli ultimi mesi sono scomparsi anche due propri cani Kangal: uno circa un mese e mezzo fa e un altro recentemente. Non si conosce con certezza la causa della loro scomparsa. Anche per questo motivo la famiglia desidera ricordare che, in questa situazione difficile, le perdite e le sofferenze colpiscono tutti.

La famiglia ribadisce il proprio dispiacere per tutti gli animali che soffrono o perdono la vita, sia quelli appartenenti ad altre persone sia i propri. Nessuno desidera vedere morire una capra, un gatto, un cane o qualsiasi altro animale.

Infine, la famiglia conferma la volontà di continuare a convivere nel modo più pacifico, equilibrato e rispettoso possibile con tutti gli abitanti della zona e con il territorio in cui vive e lavora.

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