13 Luglio 2026 12:16

Imperia: decreto autovelox, Modaffari (Pd) alla maggioranza. “Disinformano i cittadini, non riscrive il Codice della strada”

Loredana Modaffari, capogruppo in Consiglio Comunale del Partito Democratico, interviene con una nota stampa in merito al recente Decreto sugli autovelox, entrato in vigore nei giorni scorsi. Nella nota, la Modaffari replica alle dichiarazioni della maggioranza: ai consiglieri Lazzarini e Ciccione e all’assessore Mattia Sasso.

Vero è che la Legge italiana non prevede alcun titolo di studio o requisito professionale minimo per candidarsi ed essere eletti come consigliere comunale. E’ altrettanto vero, però, che per svolgere il mandato in modo corretto e consapevole, un consigliere comunale debba possedere o acquisire competenze tecnico giuridiche, politiche e relazionali, dunque saper comprendere e spiegare le scelte amministrative alla cittadinanza in modo chiaro e trasparente.

Le parole dei portavoce del Gruppo Prima Imperia, del Consigliere di maggioranza Daniele Ciccione, e dell’Assessore Sasso in merito alla problematica degli autovelox a Imperia rivelano – spiace dirlo – non solo l’assenza di competenza specifica, ma anche il non rispetto dei Cittadini, che hanno diritto di conoscere il percorso logico giuridico di una scelta politica e il suo reale fondamento, ma, soprattutto, di non ricevere false informazioni volte esclusivamente a dileggiare il serio lavoro della minoranza.

Perché la realtà è che da oggi un misuratore di velocità su cinque non potrà più fare multe, non perché non ne sia più in grado, ma perché non avrà più il titolo giuridico per trasformare quel rilievo in una sanzione. Secondo una nota dell’11 luglio del ministero dei Trasporti, i dispositivi che potranno restare accesi “sono circa 3.150; per altri 850 i produttori dovranno chiedere l’omologazione del prototipo”. E “omologati d’ufficio” non significa che il Mit abbia testato gli apparecchi uno per uno.

L’Allegato B elenca i decreti di approvazione di 25 prodotti ritenuti conformi ai nuovi requisiti: gli esemplari corrispondenti “si intendono omologati”.

A 34 anni dall’entrata in vigore del Codice della Strada, dunque, si è ribadito che gli autovelox debbono essere omologati per poter emettere sanzioni legittime. Peccato che negli atti giudiziari e politici del Comune di Imperia si sia sempre sostenuto il contrario, cioè che fosse sufficiente l’approvazione. Proprio per questo l’Ente ha subito annullamenti e condanne alle spese.

Diversamente da quanto sostengono nella nota l’assessore e i Consiglieri, la recente evoluzione normativa dimostra, semmai, che il Comune ha errato nel multare i cittadini con l’impiego di autovelox semplicemente approvati, ignorando le pronunce della Cassazione con l’unico intuibile fine di mantenere un flusso di entrate, nascosto dietro la sbandierata sicurezza.

Quanto sopra, oggi, senza dimenticare che un decreto non può discostarsi dal Codice della strada, che è una legge. Avverte Leonardo Ferrara, docente di diritto amministrativo all’Università di Firenze. “Far prevalere un decreto significherebbe violare il principio di legalità e quello della prevalenza delle fonti di rango primario sui regolamenti e sugli atti amministrativi. Sul contenzioso non cambierà molto rispetto a oggi: le sanzioni resteranno illegittime e i giudici potrebbero continuare ad annullarle, applicando l’indirizzo della Cassazione”.

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