24 Aprile 2026 16:56

Imperia: le mafie nel Ponente Ligure al centro dell’incontro con il prof. Sciarrone al Vieusseux. “Oggi azioni più vicine alla criminalità economica” / Foto e video

In breve: Focus sui legami della 'ndrangheta con l'economia legale della provincia di Imperia nell'incontro tra gli studenti e il prof. Rocco Sciarrone

Le infiltrazioni delle mafie all’interno del Ponente Ligure, in particolare la presenza della ‘ndrangheta all’interno dell’economia legale della Provincia di Imperia, sono state al centro di un incontro-confronto tenutosi nell’aula magna del Liceo Vieusseux. Protagonista dell’incontro è stato il professor Rocco Sciarrone, sociologo dell’Università di Torino, direttore di LARCO e autore del libro “Prima lezione di sociologia delle mafie” (ed. Laterza), che si è confrontato con le domande gli elaborati presentati dagli studenti.

Focus sui legami della ‘ndrangheta con l’economia legale della provincia di Imperia nell’incontro tra gli studenti e il prof. Rocco Sciarrone

L’iniziativa è nata dalla collaborazione del Liceo Vieusseux Libera Imperia e si inserisce nel più ampio percorso di Educazione Civica e legalità avviato dall’istituto, che ha visto incontri con numerosi professionisti del mondo delle forze dell’ordine, della giustizia e della legalità.

Il commento di Monica Leozappa (docente Liceo Vieusseux) e Maura Orengo (referente Libera Imperia)

Questa attività di oggi si inserisce in un progetto più ampio che vede due incontri legati alla mafiaspiega la professoressa Monica Leozappa, docente del Liceo Vieusseux –, uno si terrà nel mese di marzo, uno è quello che celebreremo questo pomeriggio. È stato preceduto da un’uscita didattica sul territorio, una classe è andata in visita alla villa confiscata alla famiglia Pellegrino a Bordighera e da quella visita, analizzando materiali e i testi del professor Sciarrone, ha elaborato una presentazione che presenterà qui oggi.”

Un vero e proprio tour quello del prof. Sciarrone nella provincia di Imperia, con altri appuntamenti organizzati al Liceo Cassini di Sanremo, a Camporosso e a San Bartolomeo al Mare, tutti organizzati da Libera Imperia, la cui referente Maura Orengo spiega: “Abbiamo invitato il professor Sciarrone, che è una delle persone che più importanti in Italia per lo studio delle mafie, perché dal 2014 il suo libro «Le mafie del Nord» è stato un testo fondamentale per il nostro studio del territorio, che è stato pubblicato in seguito alla prima sentenza del processo «La Svolta» che ha condannato le mafie sia di Ventimiglia sia di Bordighera con in seguito anche comuni che sono stati commissariati ecc.. Da allora questo testo è stato importante per noi perché con tutti gli esempi che porta, tutte le vicende delle varie famiglie mafiose del Ponente, ci ha aiutato e anche portato un po’ a conoscenza di questo fenomeno. È un fenomeno che sembra non esserci, ma chi ha visto le sentenze del processo «La Svolta» ha sentito fortemente il rischio della violenza mafiosa nel nostro territorio. Le mafie nel frattempo hanno cambiato faccia, quindi figure di mafiosi così violenti e aggressivi come quelli che abbiamo visto è un po’ difficile vederne or , però è importante parlare delle mafie nel ponente proprio perché le mafie stanno cambiando volto e stanno cambiando metodi“.

Le parole del prof. Rocco Sciarrone

Al centro dell’incontro, come già detto, la provincia di Imperia, un territorio “che come è noto è stato interessato da fenomeni di radicamento della ‘ndrangheta negli anni passati – spiega il prof Rocco Sciarrone -, con inchieste giudiziarie che sono arrivate anche a sentenze passate in giudicato mostrando purtroppo la vulnerabilità di questo territorio, di questa provincia, alla presenza delle mafie, in particolar modo della ‘ndrangheta in traffici non solo illeciti, ma anche nel campo dell’economia legale.”

La presenza della ‘ndrangheta in questo territorio è di lunga dataprosegue il prof Sciarrone -, è stato per molto tempo sottovalutato e quindi questo ha favorito un’espansione di queste mafie in una generalizzata disattenzione, un po’ nel silenzio. Il loro modo di operare cambia nel tempo. I gruppi mafiosi, i clan di ‘ndrangheta, hanno una grande capacità di adattamento alle trasformazioni sociali. C’è stata una fase, ormai di diversi anni fa, in cui era manifesta la violenza. Quindi, almeno in alcuni dei comuni del Ponente Ligure, oggi le cosche agiscono più attraverso una strategia di sommersione in modo meno appariscente, anche perché è aumentata molto l’efficacia delle strategie di contrasto da parte delle forze dell’ordine e della magistratura e quindi si persegue più una logica degli affari attraverso degli intrecci cercando alleanze, connessioni con operatori che operano nell’economia legale o formalmente legale“.

Sulla possibilità di infiltrazioni mafiose all’interno della città di Imperia, il professore aggiunge: “È bene tenere alta l’attenzione, non tanto per criminalizzare in modo generico una comunità, una città delle categorie principali, professionali, ma per cogliere le vulnerabilità del tessuto economico e sociale e cogliere anche gli andamenti, le modifiche che ci sono nel corso del tempo. Oggi il vero pericolo secondo me non è quello di vedere emergere una illegalità esplosiva dilagante, ma sono quelle forme di commistione, di interazione tra sfera lecita e sfera illecita. Oggi anche l’azione delle mafia somiglia molto più a quella della criminalità economica e dei colletti bianchi, quindi secondo me bisognerebbe lavorare anche in un’ottica di prevenzione, più che dire «questo è un problema che non ci tocca», bisognerebbe conoscere le dinamiche della criminalità, della corruzione (che sono sempre più intrecciate) e lavorare anche sul piano della formazione e della prevenzione in un’ottica molto ampia”.

L’incontro arriva a pochi giorni dall’ultima riunione del tavolo antimafia del Comune di Imperia, un’istituzione che da tempo è al centro di polemiche portate avanti dai membri della minoranza (l’ultima è quella della consigliera Loredana Modaffari), che continuano a chiedere la costituzione di una vera e propria commissione antimafia. Sul tema il professore dichiara: “Ben vengano tutte le iniziative che sono etichettate come antimafia. La loro efficacia, la loro importanza però si misura da quello che concretamente fanno. Io non conosco la realtà concreta del Comune di Imperia, però in molti casi questi organismi rischiano di essere un po’ un alibi per dire «ci occupiamo di antimafia», poi se andiamo a vedere concretamente cosa si fa c’è ben poco. Il mio suggerimento da studioso è andare a vedere i programmi concreti che vengono fatti, perché molto si può fare dalla formazione alla prevenzione a creare soprattutto un raccordo di dialogo, confronto e cooperazione a livello interistituzionale. Questo sarebbe molto importante, ma in alcuni casi è poco remunerativo sul piano politico e quindi forse si privilegiano proclami o attività che restano su un piano veramente simbolico“.

A cura di Matteo Cantagallo

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