20 Aprile 2026 17:09

Mafia a Imperia, Lucio Sardi: “Accuse di Scajola a Sciarrone più che ridicole sono vergognose”

In breve: L'intervento del consigliere di AVS: "Risposta minacciosa di Scajola a Sciarrone purtroppo non è sorprendente"

La minacciosa replica rivolta da Scajola al professor Sciarrone, sociologo ed esperto del fenomeno delle infiltrazioni mafiose, colpevole di aver affermato durante un incontro con gli studenti del liceo Vieusseux che, anche nel nostro territorio “La ‘ndrangheta ha trovato porte aperte negli ambienti politici, economici e sociali”, non è purtroppo sorprendente”.

A intervenire nel dibattito, in sostegno di Sciarrone, questa volta è il consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra Lucio Sardi, che torna sul tema che ha già visto numerosi interventi da parte di Maggioranza e Opposizione (QUI, QUI e QUI).

L’intervento del consigliere di AVS: “Risposta minacciosa di Scajola a Sciarrone purtroppo non è sorprendente”

Chi avesse avuto la disavventura di assistere all’ultima riunione del tavolo comunale sulla criminalità mafiosa, alla quale, a dispetto dell’intimazione a riferire rivolta a Sciarrone, le associazioni locali impegnate sul tema (in primis Libera) non sono mai state invitate nonostante le ripetute richieste delle opposizioni, avrebbe assistito all’incredibile affermazione del sindaco secondo cui, sul tema delle infiltrazioni mafiose, non bisogna creare preoccupazioni o allarmismi.

Una affermazione fatta, nei venti minuti che Scajola ha dedicato alla riunione, prima di abbandonarla – come accaduto altre volte – per altri “inderogabili impegni”, di fronte all’imbarazzato avvocato Gallo, esperto invitato al tavolo per dare spunti sul ruolo che hanno gli enti locali in materia.

Avvocato Gallo, che ha evidenziato come sarebbe invece opportuno avere una vera commissione comunale antimafia, che il codice antimafia espressamente richiama, per svolgere prima di tutto una funzione formativa e informativa sulle modalità con cui le organizzazioni criminali si infiltrano nell’economia, partecipano agli appalti pubblici più lucrosi (vedasi il porto) e inquinando la politica locale con il fenomeno del voto di scambio.

Tutte situazioni, che, nel nostro territorio, sono già state verificate dalle indagini della magistratura e dalle sentenze dei processi di mafia che, più di recente, hanno dimostrato la presenza di strutture locali radicate della ‘ndrangheta, ma che sono già in passato emerse con l’inchiesta e il processo sulla gara per l’affidamento ai privati della gestione del Casinò di Sanremo negli anni 80, che vide protagonisti i clan della mafia siciliana, vicenda di cui il sindaco dovrebbe mantenere ricordo e monito.

Per Scajola, invece, l’azione antimafia che lui mette in atto da due anni impedendo di fatto i lavori del tavolo comunale, è quella di negarne pervicacemente l’esistenza nel territorio comunale, usando strumentalmente le relazioni della DIA che hanno escluso la presenza nella città di Imperia di strutture criminali, presenti però nel dianese.

Una visione grave e miope secondo cui i fenomeni di infiltrazione delle mafie sarebbero circoscrivibili nei confini amministrativi e che non coglie come oramai le mafie agiscano utilizzando soprattutto il potere economico di cui dispongono grazie alle loro attività criminale, più che la violenza, elemento che va messo in relazione ai recenti dati sull’aumento delle segnalazioni di riciclaggio registrate nella nostra provincia.

L’accusa e la richiesta rivolta al professor Sciarrone rilanciate anche da una assessora improvvisamente divenuta più esperta del professore sul tema – di fornire le prove di quello che processi, indagini giudiziarie e relazioni della Direzione Antimafia hanno già accertato, (pena la minaccia di “azioni mirate” a tutela dell’immagine della città) più che ridicola è vergognosa.

È poi curioso che la richiesta di non creare allarmismi sul fenomeno mafioso venga da un esponente di Forza Italia che fa parte del governo Meloni.

Lo stesso governo che in questi giorni, usando strumentalmente gli atti di violenza di alcune frange estreme per tentare di criminalizzare tutte le proteste di piazza e pure le opposizioni, denuncia il rischio del ritorno delle Brigate Rosse e mette in atto l’ennesimo decreto sicurezza, tanto inutile per contenere i fenomeni di violenza nelle piazze, quanto pericoloso per il diritto a manifestare previsto dalla costituzione.

Una forma di allarmismo strabico che è proprio del centro destra di governo – il quale, sull’onda degli allarmi che alimenta – produce nuovi reati per ridurre le garanzie e i diritti per i cittadini comuni e, al contempo, con la riforma costituzionale della giustizia, ne riduce l’autonomia e indipendenza, volendo impedire alla magistratura di “disturbare” il potere politico, in favore del quale si cancellano invece reati e sistemi di controllo.

Considerato che, uno dei nervi scoperti tra la parte politica che rivendica la paternità della riforma costituzionale (la Forza Italia di Dell’Utri) e la magistratura, sono le indagini sui rapporti tra mafia e politica, si comprende come “l’allarmismo” del professor Sciarrone venga ritenuto opportuno e utile da chi lavora per la cultura dell’antimafia e inevitabilmente indigesto per chi, su tale tema, a essere generosi, non ha decisamente dimostrato adeguata attenzione“.

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