“Nel Consiglio Comunale di lunedì 18 maggio 2026 si è consumata quella che, senza timore di smentita, può essere definita la “Fiera dell’ipocrisia“. Così il Comitato No Riarmo Imperia, che in occasione della stessa seduta consiliare si era reso protagonista di una protesta all’ingresso di Palazzo Civico.
Il Comitato attacca l’Amministrazione per la bocciatura della mozione contro il riarmo e la successiva approvazione di quella a sostegno del Papa: “Anche Leone XIV è contro la crescita delle spese militari”
“All’ottavo punto all’ordine del giorno – prosegue il Comitato -è stata discussa la mozione presentata dal gruppo AVS a sostegno della petizione sottoscritta da 406 cittadine e cittadini, che chiedeva:
NO all’aumento delle spese militari;
NO alla militarizzazione della società;
Sì agli investimenti in sanità, scuola, lavoro e servizi pubblici.
Una richiesta chiara, fondata su un principio semplice ma fondamentale: la sicurezza reale non nasce dalle armi, bensì dai diritti sociali, dalla salute, dall’istruzione, dal lavoro e dalla pace.
La mozione è stata respinta con 6 voti favorevoli e 12 contrari.
Subito dopo, al nono punto all’ordine del giorno, il Consiglio ha discusso la mozione dal titolo: “Solidarietà a Sua Santità Papa Leone XIV a seguito degli attacchi pubblici a difesa dei valori di pace e dialogo”.
Questa volta il voto è stato unanime.
Ma viene spontanea una domanda: quale sarebbe la differenza tra quanto chiesto dai 406 cittadini firmatari della petizione e quanto affermato pubblicamente dal Papa nei suoi numerosi appelli, ultimo quello all’Università La Sapienza di Roma?
Papa Leone XIV ha espresso con chiarezza la propria contrarietà alla crescita record delle spese militari e al riarmo europeo, affermando che non si può chiamare “difesa” un riarmo che aumenta le tensioni internazionali e sottrae enormi risorse a educazione, salute e sviluppo dei più vulnerabili.
Ha inoltre ribadito che la vera sicurezza non si costruisce accumulando arsenali, ma investendo nella diplomazia, nella pace autentica e nella tutela della vita umana.
Esattamente gli stessi contenuti sostenuti dalla petizione popolare bocciata dalla maggioranza.
E allora la domanda politica e morale è inevitabile: perché ciò che viene respinto quando a parlarne sono i cittadini diventa improvvisamente condivisibile quando a sostenerlo è il Papa?
È difficile non vedere in questo comportamento un evidente atteggiamento ipocrita, dettato più da logiche di appartenenza politica e “ordini di scuderia” che da una reale adesione ai contenuti votati.
Un’amministrazione comunale dovrebbe essere vicina ai bisogni, alle preoccupazioni e al sentire della propria comunità.
Invece si è scelta la strada della contraddizione e del doppio standard.
Ai cittadini diciamo: ricordatevene quando sarete chiamati al prossimo rinnovo del Consiglio comunale.
Perché la coerenza, il rispetto della partecipazione democratica e l’ascolto dei cittadini non possono essere piegati alla convenienza politica del momento.
Un atteggiamento intollerabile, fatto di due pesi e due misure, che merita una chiara denuncia pubblica”.






