Dopo l’acceso scontro nella commissione consiliare di ieri, Lucio Sardi (AVS) torna sul tema del Presidio Amico. Il consigliere di minoranza, in un lungo intervento, prima riprende un’intervista rilasciata dal sindaco Claudio Scajola in occasione dei 25 anni dal G8 di Genova, sostenendo che l’allora Ministro degli Interni ne avrebbe fornito una lettura parziale e distorta, omettendo le responsabilità politiche del clima che portò alle violenze della Diaz, di Bolzaneto e all’uccisione di Carlo Giuliani. Viene inoltre ricordato come il centrodestra dell’epoca difese l’operato delle forze dell’ordine e come, a Imperia, lo stesso Scajola rispose alle richieste di dimissioni promuovendo l’esposizione del tricolore come gesto di solidarietà alle forze di polizia.
“Oggi Scajola, non potendo più difendere le posizioni che tenne allora dopo quello che è emerso dalle indagini e dai processi, riconosce da un lato la gravità di quelle vicende ma, come allora, continua a “distorcere” la memoria di quel tempo per allontanarne la lettura politica – dice Sardi, che prosegue: Lo fa in queste settimane in cui il centrodestra di cui fa parte, rincorrendo a destra la propaganda di Vannacci – che il sindaco ha pensato bene di ricevere in Comune – si lancia in una serie di iniziative “securitarie” come l’ennesimo decreto sicurezza – contenente misure che limitano il diritto democratico a manifestare – e cavalca il clima di tensione e odio verso i migranti, usati come unici capri espiatori dei problemi di sicurezza del nostro paese“.
“Non meno strumentale – aggiunge – è la vergognosa campagna di propaganda sulla vicenda del gioielliere condannato per l’uccisione di due rapinatori ormai in fuga, per cui si vorrebbe imporre a Mattarella la concessione della grazia.
Il consigliere di AVS arriva dunque ai temi cittadini: “Sempre in questi giorni, dopo la campagna di “pulizia e smantellamento” dei giacigli di fortuna di senzatetto presenti in città, il sindaco ha portato all’approvazione del consiglio la proposta di creazione di una sorta di gruppo di vigilantes, scelti tra ex appartenenti alle forze dell’ordine, impiegati per migliorare la sicurezza.
Un progetto decisamente confuso nei meccanismi e in merito alle possibilità di azione di tali figure, viste le limitatissime funzioni e dotazioni che avrebbero, ma che peserebbe sul bilancio comunale per ben 130 mila euro l’anno in ragione del fatto che per i 25 “volontari” scelti dall’amministrazione, è previsto un compenso mensile di 400 euro mensili.
Se, invece di puntare su proposte pasticciate e poco utili concretamente, per rincorrere demagogicamente il legittimo bisogno di sicurezza degli imperiesi, si investissero quelle risorse per risolvere i problemi di marginalità sociale e povertà – che possono poi sfociare anche in fenomeni di ordine pubblico – si potrebbe realmente intervenire su un tema che anche nella nostra città è sentito, ma che si preferisce, invece, affrontare con lo stile da sceriffo con la stella di latta.
Che poi l’organizzazione di tale gruppo di controllori sia affidata all’assessore Gagliano – dimesso soli pochi mesi fa dopo che qualcuno della maggioranza rese pubblica una sua proposta di dossieraggio ai danni di esponenti delle opposizioni e fautore, anni fa, delle ronde leghiste – rende evidente che il concetto dell’opportunità politica per Scajola sia un principio dimenticato.
Viene da pensare che a venticinque anni dai drammatici eventi del G8 di Genova, a parte qualche inevitabile e doveroso giudizio critico da lui espresso, Scajola sia rimasto assolutamente allineato nel rincorrere le pulsioni delle destre in materia di sicurezza.
Sulla base di questa visione distorta del problema, si continua infatti ad adottare una strategia che strumentalizza il tema della sicurezza e lo utilizza per rilanciare una propaganda senza fine, invece che un obiettivo a cui lavorare nell’interesse dei cittadini”.






